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Sono nato a Trieste nel 1953. Ho incominciato a fotografare quasi per caso all'età di 18 anni. La prima vera macchina fotografica è stata una Retina presa in prestito. Sono passato poi alla mitica Pentax K1000, che conservo ancora gelosamente. L'iscrizione ad un corso di fotografia, organizzato dal Circolo Fotografico Triestino, è stato un passaggio fondamentale, che mi ha permesso di fare il salto di qualità sia a livello tecnico che interpretativo.
Non sono un poeta nè uno scrittore, ma l'universale linquaggio dell'immagine mi ha dato la possibilità di esprimere le mie sensazioni, le mie emozioni. Preferisco le immagini che riescono a trasmettere un messaggio diretto, che non hanno bisogno di complesse interpretazioni. Mi piacciono generi diversi: ritratti in studio, reportage e foto naturalistiche. Periodicamente svolgo dei corsi di ritratto organizzati sempre dal Circolo Fotografico Triestino. Uso sia il sistema tradizionale sia quello digitale e su questo tema, ancora molto discusso tra i fotografi, cerco di avere un atteggiamento quanto più obiettivo e pratico possibile. Non mi piacciono le prese di posizione troppo nette pro o contro uno dei due sistemi. Cerco sempre di capire qual'è il sistema più adatto in base al lavoro da fare. Per le foto da viaggio sono convinto che la foto digitale è superiore, per un bel ritratto o per foto da archivio il bianco e nero chimico è ancora il migliore. Uso una Nikon F80 analogica e una D50 digitale con tre ottiche originali: lo zoom 35-70 f 2,8, un 20 mm f2,8 e il 70-210 e uno zoom grandangolare della Tokina l'SD 12-24 f4 IF DX. Le mie pellicole preferite per il B/N sono l'FP4 e l'HP5 della Ilford
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